acquosità s.f. [umor.]

aquosità I.XXII.170.

‘[in riferimento al sangue:] componente acquosa; urina’

«tu vedi ke quando la vescicha s’emfia il vento di lei non esce, già sia elli ke i-llei sieno due forami per li quali il razo entra e per li quali l’aquosità del sangue (la quale è orina) da le reni a la vescicha sdrucciola e vae» (I.XXII.168-171).

Lat. aquositas (Gh b1v).
Sin. superfluità acquosa

In altri testi
Troviamo aquositade del sangue in Maestro Gregorio, Libro de conservar sanitate, metà XIV sec. (Tomasin 2010: c.9r). Solo acquosità ricorre in Bencivenni, fior. (LEI III, 671, 21); Bestiario Tesoro volg., XIV pm. (sen.); Gregorio d’Arezzo (?), Fiori di med., 1340/60 (tosc.), Serapiom volg., p. 1390 (padov.), Piero de’ Crescenzi volg. (ed. Sorio), XIV (fior.), per cui cfr. TLIO s.v. acquosità; M. Savonarola, av. 1440 (koiné sett., Gualdo 1996: p. 68); Mondino de’ Liuzzi, fine XV, (koiné sett., D’Anzi 2012: cap. 21.7 et passim) e in Leonardo da Vinci (per cui cfr. Piro 2015, s.v.).

Commento
L’Almansore registra la prima attestazione del termine che è presente in testi medici della stessa epoca e successivi. Mentre in altri testi medici il significato è riferito, in generale, al liquido sieroso che deriva dal latte o dal sangue, o al liquido presente negli organi a causa di una malattia (per cui cfr. anche TLIO s.v., u.c. 11.04.15 e GDLI s.v.), nel nostro testo ha il significato di ‘urina’. Con tale significato compare anche in Mondino de’ Liuzzi: acquosità orinale (D’Anzi 2012: cap. 21.7). Ci sembra di poter individuare lo stesso significato di acquosità del sangue nella polirematica urina del sangue che compare ancora in saggi di fisiologia del XIX sec., in cui l’espressione faceva riferimento al liquido acquoso che «esce sette od otto ore dal pasto, ed alla mattina dopo il sonno della notte, presenta tute le proprietà dell’urina in grado eminente» (Richerand 1834: vol. I, p. 486).

Rosa Piro 11.04.2015