alchatin s.m. [anat.]

alchatyn I.II.47; chathyn I.IV.61. ‘complesso di parti molli che chiudono il bacino; perineo’

«e le .v. spondili ke sseguitano sono spondili ’ alchatyn» (I.II.47); «E .v. paia ke ssono dopo queste dalli spondili del chathyn, il qual è il luogho di sotto del dosso, da li spondili de le coste di sotto nascono» (I.IV.61-63).

Lat.  «Quinque veri secunt sunt spondiles renum et alcatim» (Gh a2v). Ar. al-qatan (Siddiqui 1987: p. 38).

In altri testi
In testi successivi all’Almansore, il termine si trova in M. Savonarola, av. 1460 (Gualdo 1996: p. 49); Mondino de’ Liuzzi, fine XV, (koiné sett., D’Anzi 2012:  cap. 23.2); Leonardo da Vinci (per cui cfr. Piro 2015 s.v.).

Commento
L’Almansore registra la prima attestazione del termine e, quasi certamente attraverso il testo di Mondino de’ Liuzzi, il termine arriva fino a Leonardo. Il primo a introdurlo nel mondo romanzo fu Gherardo da Cremona (per cui cfr. Sterpellone 2002: p. 202), ripreso da Mondino de’ Liuzzi, Anothomia, 1316 (Giorgi – Pasini, c. 18v).

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