albugineo agg. [umor.] e [anat.]

albugineo  I.VIII.27, 28

‘[detto del bianco dell’occhio:] della stessa consistenza e del colore dell’albume’.

«E sopra questa un corpo liquido, cioè una cosa liquida, è locata e posta, il qual, conciosiacosaké ssia molto somilliante all’albume dell’uovo, è kiamato homore albugineo, al quale dentro è sopraposto um-corpo sottile, cioè a ssapere da la parte de l’homore albugineo, il qual corpo è crespo e di fuori è teso e il cui colore ne’ corpi si diversifica (I.VIII.24-30).

Lat. albugineus (Gh a6v).

In altri testi
In testi successivi il termine è attestato nel commento dell’Ottimo, Par., a. 1334 (fior.) (CorpusOvi); in Mondino de’ Liuzzi, fine XV, koiné sett. (D’Anzi 2012: cap. 43.38 passim) e nel Guglielmo Volgare (Altieri Biagi 1970: p. 46).

Commento
Il termine trova la sua prima attestazione nell’Almansore. L’aggettivo sopravvive ancora oggi nel linguaggio della medicina nell’espressione tunica albugine(DESTeM s.v. albugo).

Rosa Piro 12.5.2015