rascetta s.f. [anat.]

rascetha I.II.148 (piede); rascetha del piede I.II.140; rascetta I.II.109 (mano), I.VI.29 (mano), 31 (mano); rascetta del piede I.II.142; rascettha I.II.105 bis (mano), I.II.109 (mano), 111 (mano), 116 (mano); I.III.44 (mano)rascetti I.I.27 (mano); rascietha I.II.103 (mano).

‘articolazione della mano e del piede; metacarpo e metatarso’

«imperciò quando noi vorremo muovere tucta la mano, noi la moveremo ko la iunctura dell’omero, con uno movimento, quasi sì come i-llei fosse uno osso tanto solamente, sì ke in lui, cioè in quel movimento de la coniuntura del gomito, non saremo impediti né da congiuntura de la rascetti, cioè del nodo de la mano, né da quella de le dita» (I.I.23-28); «E la lungheza de’ due focili è dal gommito infino al nodo de la mano, de le quali quello k’è minore è kiamato il focile minore e quello k’è magiore è kiamato focile di sotto, de’ quali ciascuno ne le sue somitadi ke ssono da parte de la rascietha àe uno aditamento, cioè una giunta, per lo quale si fae la giuntura k’è entra la rascettha e lei. E la rascettha si compone di .viij. ossa, ai quali quatro in due ordini dispositi» (I.II.100-106); «E al calcangno da la parte dinançi si congiugne uno osso il quale è chiamato navicula e di socto si congiungne ad uno osso il quale è kiamato assub, ai quali la rascetha del piede, la quale è composta di tre ossa, è continuata, per li quali proviene convenevol forma a quello k’è qui mestiere» (I.II.137-141); «E ’l petten, il dosso del piede, è kontinuato a la rascetta del piede il quale è composto di .v. ossa, per le quali l’ossa sono continuate al dito ke in ciascuno sono tre» (I.II.142-144).

In altri testi
Guglielmo da Piacenza, ms. Landiano, XIV pm. (Altieri Biagi 1970:115); Manfredi, Liber de homine. Il Perché, 1474 [rescetta] (Trombetti Budriesi e Foresti 1988:44); Gugliemo volgare, 1474 (Altieri Biagi 1970:115); Fasciculo de medicina, 1494 («depoi q(ue)sti doi fucilie la raseta le ossa del q(ua)le furono purifi cati a ci. si possi piegar la mano ne la sua pianta (et) tenere le cose», f. i3r); Mondino, Hanothomya, fine XV, koinè sett., [raseta] (D’Anzi 2012 s.v.).

Commento
Si tratta di un arabismo da raaha (Altieri Biagi 1970: p. 115), attestato per la prima volta nell’Almansore. Il termine si trova ancora in Leonardo da Vinci, Collezione reale di Windsor, 1509–1510 («Ossi 27, co. .8. nella rasetta, a b c d e f g h; .4. nel pettine K L m n; .15. ne’ .5. diti», f. 143v, cfr. Piro 2019: s.v. rasetta).

Rosa Piro 31.1.19

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